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	<title>Guida Galattica &#187; viaggi spaziali</title>
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	<description>Il blog della fantascienza!</description>
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		<title>Riprodursi a gravità zero: più problematico di quanto pensassimo</title>
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		<pubDate>Fri, 28 Aug 2009 10:30:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Plainsong</dc:creator>
				<category><![CDATA[Tecnologia e scienza]]></category>
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		<description><![CDATA[La notizia viene da un team di biologi giapponesi, e getta luce su quello che potrebbe essere un vero ostacolo se un giorno l&#8217;umanità deciderà di esplorare e colonizzare sistematicamente il cosmo: riprodursi nello spazio è davvero problematico. Sono numerose le specie animali che sono state fatte riprodurre su una navetta spaziale o a gravità [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La notizia viene da un team di biologi giapponesi, e getta luce su quello che potrebbe essere un vero ostacolo se un giorno l&#8217;umanità deciderà di esplorare e colonizzare sistematicamente il <strong>cosmo</strong>: <strong>riprodursi nello spazio</strong> è davvero problematico.<br />
Sono numerose le specie <strong>animali</strong> che sono state fatte riprodurre su una <strong>navetta spaziale</strong> o a <strong>gravità zero</strong>, tra le quali rane, salamandre e persino ricci di mare, ma non si era mai portato a termine un esperimento approfondito sulle capacità dei <strong>mammiferi</strong> di generare della prole a bordo di un&#8217;astronave. Il <strong>sistema riproduttivo</strong> dei mammiferi, infatti, è estremamente più complesso di quello di rettili ed invertebrati, e una rottura dei delicati equilibri che gli permettono di funzionare potrebbe rivelarsi fatale.</p>
<p><center><img class="aligncenter size-full wp-image-420" title="zero-g-mice" src="http://www.guidagalattica.net/wp-content/uploads/2009/08/zero-g-mice.jpg" alt="zero-g-mice" width="400" height="308" /></center></p>
<p>Soggetto degli esperimenti nipponici sono stati dei <strong>topi</strong>. Se i ricercatori non hanno riscontrato problemi nella fase di <strong>fertilizzazione artificiale</strong> (avvenuta all&#8217;interno di un <strong>clinostato</strong>, un&#8217;apparecchiatura che simula l&#8217;assenza di gravità) non si può dire che le cose siano andate altrettanto bene subito dopo.<br />
Secondo lo studio, infatti, lo sviluppo degli <strong>embrioni</strong> in <strong>assenza di peso</strong> sarebbe stato gravemente compromesso; tanto che le <strong>cellule</strong> avrebbero avuto non poche difficolta a maturare e dividersi.<br />
I processi cellulari in questione, in fondo, si sono evoluti per la fisica terrestre, e non c&#8217;è da stupirsi che funzionino male in un ambiente tanto alieno. Alcuni degli <strong>embrioni</strong> così maturati sono poi stati impiantati nell&#8217;utero di un topo, e seppure nata sana, la cucciolata è stata assai poco numerosa rispetto alla media.<br />
Tali problemi per i mammiferi potrebbero riflettersi anche sugli esseri umani, qualora provassero a riprodursi in condizioni di assenza di gravità, e vanno tenuti in considerazione tra i tanti ostacoli che dovrà affrontare l&#8217;umanità del futuro se deciderà di conquistare l&#8217;Universo. [via <a href="http://www.wired.com/wiredscience/2009/08/spacebabies/" target="_blank">Wired Science</a>]</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-419" title="mouse_zerog_embryos" src="http://www.guidagalattica.net/wp-content/uploads/2009/08/mouse_zerog_embryos.jpg" alt="mouse_zerog_embryos" width="509" height="275" /></p>
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