Chi non si è mai chiesto che aspetto abbia lo studio del suo scrittore preferito? Com’è arredato il posto dove sono stati concepiti i romanzi che ci hanno fatto sognare ad occhi aperti? Cosa si vede dalla finestra? Di che colore sono le pareti? E’ una sala con le luci basse ed uno scrittoio di legno, oppure una stanza dall’arredamento minimal ma affollata di schermi di computer?
Per soddisfare la curiosità degli appassionati, il fotografo Kyle Cassidy ha creato il progetto Where I Write, una galleria fotografica dedicata ai più noti autori di fantascienza e fantasy, ritratti nella stanza dove abitualmente scrivono.

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Se c’è chi scrive a lume di candela, chino su un manoscritto, come Joe Haldeman, l’autore di Guerra Eterna, altri invece preferiscono spazi minuscoli, affollati di libri e di appunti; e il caso ad esempio di Samuel R. Delany (Dhalgren, Babel-17), che vedete ritratto qui in basso. C’è chi si concede lussuose poltrone reclinabili ed enormi librerie straripanti di volumi, e chi usa computer vecchi di 15 anni; molti autori, inoltre, non disdegnano la compagnia del proprio animale domestico.
Where I Write è un work in progress, e Kyle Cassidy  aggiungerà presto nuove foto alla sua galleria, con la speranza di pubblicarle molto presto in un libro, accompagnate da interviste e note. [via io9]

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E’ stato annunciato da molti come il primo bacio robotico della storia, ed è quello di Thomas e Janet, due robot teatrali che si esibiscono in una produzione taiwanese del Fantasma dell’Opera.
I due sono “intimi” sin dal 2008, ma il video qui in basso circola in rete solo da pochi giorni, ed ha scatenato reazioni ambivalenti.
Se per molti, per quanto rigido, calcolato e imbarazzante, questo bacio potrebbe segnare un momento importante nella storia della robotica, altri si sentono quasi infastiditi dalle immagini.
Tecnicamente i robot dimostrano un ottimo senso del bilanciamento, una perfetta coordinazione e tutte le capacità sensoriali e motorie necessarie per baciarsi, le stesse che noi esseri umani diamo tanto per scontate ma che sono incredibilmente difficili da ricreare in una macchina.
Ma ad un livello più intimo ed emotivo, l’inespressività delle loro maschere e la mancanza di naturalezza dell’intero movimento ha lasciato un senso di inquietudine in chi ha visto il filmato. E a voi che effetto fa? [via Engadget]

Il pubblico italiano lo ricorderà semplicemente come l’autore di Ghost in the Shell, ma i più appassionati hanno a cuore Mamoru Oshii anche per perle come Avalon ed il recente Sky Crawlers.
Il regista giapponese torna in questi a far parlare di sé con il teaser trailer di Assault Girls, il nuovo lungometraggio dal vero al quale ha lavorato negli ultimi anni. Concepito come seguito al corto Assault Girl 2, questa film sarà per Oshii il primo ad essere girato dal vero dall’uscita di Avalon nel 2001.
Il film sarà ambientato nello scenario postapocallitico di un mondo sopravvissuto ad una guerra termonucleare, nel quale tre cacciatrici attraversano i deserti del pianeta armate fino ai denti. Gray, Lucifer e Colonel, questi i nomi delle ragazze, danno la caccia alle sunakujira, le “balene di sabbia”, enormi mostri di origine sconosciuta. Ma le tre eroine si troveranno inaspettatamente a dover affrontare molto di peggio… [via io9]

Il mese delle vacanze si è appena concluso, e se alcuni hanno scelto mete più tradizionali per le ferie, come il mare e la montagna, non mancano i turisti che hanno preferito viaggiare lontano o concedersi una visitina ad un albergo di lusso, dove magari lasciarsi andare a massaggi e bagni termali, e farsi servire e riverire dallo staff.
Secondo alcuni futurologi anche l’industria del turismo potrebbe, a breve, essere profondamente influenzata dalle nuove tecnologie. Ian Yeoman, dell’Università di Victoria, ha provato ad immaginare il mondo nel 2050, e lo ha descritto ai partecipanti di una conferenza sul turismo.
Con le terribili conseguenze minacciate dai cambiamenti climatici, una popolazione che tenderà a vivere più a lungo e ad essere più vecchia, e nuove tecnologie a disposizione di chiunque, il turismo potrebbe trasferirsi al chiuso, secondo Yeoman: centri sciistici e campi da golf artificiali, paesaggi virtuali ed enormi navi da crociera potrebbero essere le nuove destinazioni dei turisti del futuro.
In ambienti simili buona parte dello staff sarà composta da robot, che si trasformeranno per le agenzie turistiche ed i gestori in manodopera a basso costo: camerieri e guardie robot gestiranno gli alberghi, dove le stanze saranno “autopulenti”, il colore della tappezzeria potrà cambiare a seconda delle preferenze dell’avventore ed un “materasso intelligente” si adeguerà alle esigenze di chi vi dorme sopra.
Ma la cosa più sconvolgente è un’altra: secondo il Dr. Yeoman, ad offrire relax ed intrattenimento altamente tecnologico ai turisti ci saranno anche prostitute robot.
In fondo c’è poco da stupirsi: il turismo del sesso è tutt’oggi ampiamente praticato, e non sono pochi i viaggiatori che sfruttano la situazione economicamente svantaggiata degli abitanti dei paesi che visitano per ottenere sesso a poco prezzo. I robot, in questo caso, potrebbero non solo combattere lo sfruttamento sessuale, ma aiuterebbero a prevenire il diffondersi delle malattie veneree. Vantaggi questi che deve tenere in considerazione anche chi rabbrividisce all’idea di prostitute-robot.[The Independent via Geekologie]

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Chi non è mai stato travolto, fosse anche solo per un pomeriggio, dalla passione per il Sudoku? Un gioco dalle regole tanto semplici può sorprendentemente rivelarsi complesso ed intrigante, e da anni è diventato il passatempo preferito di molti appassionati.
Hans Andersson non ha solo la passione per il Sudoku, ma ama molto anche le costruzioni LEGO e costruire robot. Il brillante designer è riuscito a coniugare abilmente le tre cose nella creazione del Sudoku Solver, il robot che vedete all’opera qui in basso.
Come avrete intuito, questo curioso veicolo robotico è in grado di impugnare una penna, dare uno sguardo approfondito ad un gioco di Sudoku e risolverlo senza esitazioni.
La cosa sorprendete, però, è che il Sudoku Solver usa solamente pezzi LEGO, e per la precisione pezzi della linea Mindstorms, che combina normali mattoncini a sensori e motori. Il risultato è davvero stupefacente. [via BotJunkie]

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