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	<title>Guida Galattica &#187; Tecnologia e scienza</title>
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	<description>Fantascienza online</description>
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		<title>Tokyo: messi alla prova i primi esoscheletri destinati alla vendita</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Sep 2009 10:30:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Plainsong</dc:creator>
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		<description><![CDATA[HAL, acronimo per Human Assistive Limb, è il nome di un avanzatissimo esoscheletro sviluppato dalla ditta giapponese Cyberdyne, il primo destinato alla produzione su larga scala. Il prototipo di HAL è stato presentato ormai da diversi anni, ma solo di recente la ditta che lo ha sviluppato ne ha annunciata la commercializzazione; e da qualche [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>HAL</strong>, acronimo per <strong>Human Assistive Limb</strong>, è il nome di un avanzatissimo <strong>esoscheletro</strong> sviluppato dalla <strong>ditta giapponese Cyberdyne</strong>, il primo destinato alla <strong>produzione su larga scala</strong>. Il <strong>prototipo</strong> di HAL è stato presentato ormai da diversi anni, ma solo di recente la ditta che lo ha sviluppato ne ha annunciata la <strong>commercializzazione</strong>; e da qualche mese a questa parte si è creata una certa atmosfera di attesa per quel che riguarda questo esoscheletro.</p>
<p><img src="http://www.guidagalattica.net/wp-content/uploads/2009/09/robohal.jpg" alt="robohal" title="robohal" width="506" height="342" class="aligncenter size-full wp-image-481" /></p>
<p>HAL, che funziona attraverso sensori fissati alla pelle, asseconda le contrazioni dei muscoli di chi lo indossa, senza quindi ostacolarne il movimento. Ad un&#8217;incredibile leggerezza è unita però un&#8217;incredibile potenza: HAL può aumentare la <strong>forza corporea</strong> fino a 10 volte, ed è in grado di funzionare per quasi tre ore consecutive.<br />
Per il momento l&#8217;esoscheletro può solo essere affittato (per 1570 $ al mese nella versione a una gamba e 2300 $ nella versione a due gambe), ma di recente HAL è stato testato da un team della Cyberdyne per le strade di <strong>Tokyo</strong>. Il <strong>test</strong> lascia pensare che sia vicina la data della messa in commercio dell&#8217;innovativo prodotto, pensato soprattutto per essere usato da chi ha un handicap fisico.<br />
Eccovi il <strong>video</strong> dell&#8217;interessante <strong>test di HAL su strada</strong>. [via <a href="http://gizmodo.com/5356260/hal-robo+suit-exoskeleton-hits-the-streets-of-tokyo" target="_blank">Gizmodo</a>]</p>
<p><center><object width="480" height="385"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/B_k30yeCk4c&#038;hl=en&#038;fs=1&#038;"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/B_k30yeCk4c&#038;hl=en&#038;fs=1&#038;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="480" height="385"></embed></object></center></p>
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		<title>Gravity Tractor: in caso di asteroidi, la soluzione che salverà la razza umana</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Sep 2009 10:30:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Plainsong</dc:creator>
				<category><![CDATA[Tecnologia e scienza]]></category>
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		<description><![CDATA[Non sono stati pochi i film ed i romanzi a paventare lo scatenarsi di catastrofi di proporzioni apocalittiche sul nostro povero pianeta. Tra le numerose minacce che potrebbero finire con l&#8217;avverarsi, una delle più sentite è quella dell&#8217;impatto della Terra contro un grosso asteroide. In una situazione del genere la vita sulla superficie rischierebbe di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non sono stati pochi i <strong>film </strong>ed i<strong> romanzi</strong> a paventare lo scatenarsi di <strong>catastrofi</strong> di proporzioni apocalittiche sul nostro povero <strong>pianeta</strong>. Tra le numerose minacce che potrebbero finire con l&#8217;avverarsi, una delle più sentite è quella dell&#8217;impatto della <strong>Terra</strong> contro un <strong>grosso asteroide</strong>. In una situazione del genere la vita sulla superficie rischierebbe di diventare insostenibile per millenni e la <strong>razza umana</strong> potrebbe andare in contro alla stessa sorte che è toccata ai dinosauri.<br />
Ma quali sono le probabilità di una simile <strong>catastrofe</strong>? Il programma della <strong>NASA</strong> dedicato all&#8217;analisi dei <strong>corpi celesti</strong> vicino alla Terra (il <strong>Near Earth Objects program</strong>), tiene sotto osservazione ben 145 asteroidi a rischio, i più minacciosi in una lista di 6292 <strong>meteoriti </strong>che si troverebbero nei paraggi del pianeta, dei quali ben 1062 più larghi di un chilometro. Esiste dunque la probabilità, per quanto remota, di un <strong>impatto</strong>.<br />
Visto e considerato che <strong>Bruce Willis</strong> non è più un giovincello, e non potremo contare su di lui indefinitamente per proteggere il pianeta, alcuni scenziati britannici hanno studiato un piano di emergenza. E&#8217; nato così, almeno sulla carta, il <strong>trattore gravitazionale</strong>.<br />
Il dispositivo non sarebbe altro che un <strong>veivolo spaziale</strong> in grado di esercitare un attrazione gravitazionale di dieci tonnellate: una volta giunto in prossimità dell&#8217;asteroide che incombe sul pianeta, il gravity tractor lo attirerebbe sun un&#8217;altra <strong>orbita</strong>, allontanandolo dalla possibile <strong>collisione</strong> col pianeta. L&#8217;intera verrebbe effettuata con largo anticipo rispetto al giorno previsto per l&#8217;impatto.<br />
Per permettere alla manovra di funzionare correttamente,  infatti, il veivolo dovrebbe essere lanciato con 15 anni di anticipo e monitorato e controllato a distanza da un team a terra. D&#8217;altro canto il <strong>trattore gravitazionale</strong> potrebbe rappresentare l&#8217;unica soluzione concreta ad una minaccia che sembra particolarmente terrificante per il genere umano.<br />
Si è però purtroppo ancora molto lontani dallo sviluppo di un prototipo funzionante: la compagnia spaziale <strong>EADS Astrium</strong>, per la quale il progetto è stato sviluppato, parla di costi proibiltivi, tanto elevati che solo un investimento governativo potrebbe permettere la costruzione del gravity tractor. Cosa ne pensate? Dovrebbero i già pesantemente indebitati governi occidentali investire nel progetto, o per il momento dovremo limitarci a tenere le  dita incrociate? [via <a href="http://www.geekologie.com/2009/09/gravity_tractor_may_prevent_us.php" target="_blank">Geekologie</a>]</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-465" title="asteroidhitsearth" src="http://www.guidagalattica.net/wp-content/uploads/2009/09/asteroidhitsearth.jpg" alt="asteroidhitsearth" width="510" height="385" /></p>
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		<title>Riprodursi a gravità zero: più problematico di quanto pensassimo</title>
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		<pubDate>Fri, 28 Aug 2009 10:30:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Plainsong</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La notizia viene da un team di biologi giapponesi, e getta luce su quello che potrebbe essere un vero ostacolo se un giorno l&#8217;umanità deciderà di esplorare e colonizzare sistematicamente il cosmo: riprodursi nello spazio è davvero problematico. Sono numerose le specie animali che sono state fatte riprodurre su una navetta spaziale o a gravità [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La notizia viene da un team di biologi giapponesi, e getta luce su quello che potrebbe essere un vero ostacolo se un giorno l&#8217;umanità deciderà di esplorare e colonizzare sistematicamente il <strong>cosmo</strong>: <strong>riprodursi nello spazio</strong> è davvero problematico.<br />
Sono numerose le specie <strong>animali</strong> che sono state fatte riprodurre su una <strong>navetta spaziale</strong> o a <strong>gravità zero</strong>, tra le quali rane, salamandre e persino ricci di mare, ma non si era mai portato a termine un esperimento approfondito sulle capacità dei <strong>mammiferi</strong> di generare della prole a bordo di un&#8217;astronave. Il <strong>sistema riproduttivo</strong> dei mammiferi, infatti, è estremamente più complesso di quello di rettili ed invertebrati, e una rottura dei delicati equilibri che gli permettono di funzionare potrebbe rivelarsi fatale.</p>
<p><center><img class="aligncenter size-full wp-image-420" title="zero-g-mice" src="http://www.guidagalattica.net/wp-content/uploads/2009/08/zero-g-mice.jpg" alt="zero-g-mice" width="400" height="308" /></center></p>
<p>Soggetto degli esperimenti nipponici sono stati dei <strong>topi</strong>. Se i ricercatori non hanno riscontrato problemi nella fase di <strong>fertilizzazione artificiale</strong> (avvenuta all&#8217;interno di un <strong>clinostato</strong>, un&#8217;apparecchiatura che simula l&#8217;assenza di gravità) non si può dire che le cose siano andate altrettanto bene subito dopo.<br />
Secondo lo studio, infatti, lo sviluppo degli <strong>embrioni</strong> in <strong>assenza di peso</strong> sarebbe stato gravemente compromesso; tanto che le <strong>cellule</strong> avrebbero avuto non poche difficolta a maturare e dividersi.<br />
I processi cellulari in questione, in fondo, si sono evoluti per la fisica terrestre, e non c&#8217;è da stupirsi che funzionino male in un ambiente tanto alieno. Alcuni degli <strong>embrioni</strong> così maturati sono poi stati impiantati nell&#8217;utero di un topo, e seppure nata sana, la cucciolata è stata assai poco numerosa rispetto alla media.<br />
Tali problemi per i mammiferi potrebbero riflettersi anche sugli esseri umani, qualora provassero a riprodursi in condizioni di assenza di gravità, e vanno tenuti in considerazione tra i tanti ostacoli che dovrà affrontare l&#8217;umanità del futuro se deciderà di conquistare l&#8217;Universo. [via <a href="http://www.wired.com/wiredscience/2009/08/spacebabies/" target="_blank">Wired Science</a>]</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-419" title="mouse_zerog_embryos" src="http://www.guidagalattica.net/wp-content/uploads/2009/08/mouse_zerog_embryos.jpg" alt="mouse_zerog_embryos" width="509" height="275" /></p>
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		<title>Lo spazio profondo come l&#8217;ha visto l&#8217;Hubble</title>
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		<pubDate>Sun, 23 Aug 2009 14:45:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Plainsong</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Alla fine del 2003, nell&#8217;arco di tempo di tre mesi, il potentissimo telescopio Hubble ha raccolto una serie di immagini che rappresentano la più profonda delle frontiere note all&#8217;uomo, in poche parole lo sguardo più lontano dell&#8217;umanità sull&#8217;Universo. Le immagini ci hanno mostrato ben 10.000 galassie, alcune solo poco più giovani dell&#8217;Universo stesso, il tutto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Alla fine del 2003, nell&#8217;arco di tempo di tre mesi, il potentissimo telescopio <a href="http://hubblesite.org/" target="_blank"><strong>Hubble</strong></a> ha raccolto una serie di immagini che rappresentano la più profonda delle frontiere note all&#8217;uomo, in poche parole lo sguardo più lontano dell&#8217;umanità sull&#8217;<strong>Universo</strong>.<br />
Le immagini ci hanno mostrato ben 10.000 <strong>galassie</strong>, alcune solo poco più giovani dell&#8217;Universo stesso, il tutto dopo aver puntato il telescopio verso un&#8217;area apparentemente vuota e non più grande di un granello di sabbia a guardarla dalla Terra. Una zona distante <strong>13 miliardi di anni luce</strong> da noi.<br />
In poche parole, le immagini ci mostrano oggi <strong>galassie lontanissime</strong>, così come apparivano quando l&#8217;Universo aveva solo poche centinaia di milioni di anni.<br />
In seguito le strabilianti immagini di quello che è stato soprannominato <strong>Ultra Deep Field</strong> sono state trasformate dal team della <strong>NASA</strong> nello stupefacente <strong>video 3D</strong> qui in basso, che consente a chiunque di guardare il punto più lontano dell&#8217;universo conosciuto direttamente da casa propria. [via <a href="http://www.popsci.com/military-aviation-amp-space/article/2009-08/hubble-ultra-deep-field-rendered-3d" target="_blank">Popular Science</a>]</p>
<p><center><object width="480" height="295"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/oAVjF_7ensg&#038;hl=en&#038;fs=1&#038;"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/oAVjF_7ensg&#038;hl=en&#038;fs=1&#038;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="480" height="295"></embed></object></center></p>
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		<title>Il nuovo robot Toyota in grado di correre</title>
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		<pubDate>Thu, 20 Aug 2009 10:30:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Plainsong</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Quando pensiamo ai robot umanoidi, anche a quelli di ultima generazione, di solito li immaginiamo piuttosto goffi, ancora lenti e dondolanti rispetto agli androidi che vediamo al cinema, che invece sembrano già in tutto e per tutto superiori agli esseri umani. Ma il video qui in basso potrebbe lasciarvi a bocca aperta: in questo filmato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quando pensiamo ai <strong>robot umanoidi</strong>, anche a quelli di ultima generazione, di solito li immaginiamo piuttosto goffi, ancora lenti e dondolanti rispetto agli <strong>androidi</strong> che vediamo al cinema, che invece sembrano già in tutto e per tutto superiori agli esseri umani.<br />
Ma il <strong>video</strong> qui in basso potrebbe lasciarvi a bocca aperta: in questo filmato la <strong>Toyota</strong> dimostra di cosa è capace il suo nuovo <strong>robot</strong> umanoide, dotato di un sistema di <strong>bilanciamento</strong> avanzato che gli permette di correre a discrete velocità, muovendo un passo ogni 340 millisecondi e rimandendo sospeso da terra per 100 millisecondi ad ogni falcata. Ma non è tutto. Osservate la reazione del robot quando gli si dà una &#8220;spintarella&#8221;: l&#8217;ultima creazione di Toyota ritrova immediatamente l&#8217;equilibrio e resta in piedi, una capacità che manca a qualsiasi altro robot umanoide mai costruito.<br />
Per farla breve, il nuovo robot Toyota è finalmente la creatura meccanica che la nostra fantasia di appassionati di fantascienza stava aspettando: un robot dai movimenti disinvolti, in grado di muoversi in velocità. Ancora qualche sforzo e potrà inseguire Sarah Connor. [via <a href="http://blog.makezine.com/archive/2009/08/toyotas_running_humanoid_robot.html" target="_blank">Make</a>]</p>
<p><center><object width="480" height="385"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/sv35ItWLBBk&#038;hl=en&#038;fs=1&#038;"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/sv35ItWLBBk&#038;hl=en&#038;fs=1&#038;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="480" height="385"></embed></object></center></p>
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		<title>Ologrammi tattili</title>
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		<pubDate>Wed, 19 Aug 2009 09:30:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Plainsong</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ora che il 3D è approdato in tutte le grandi sale cinematografiche, quale sarà il prossimo passo per l&#8217;industria dell&#8217;intrattenimento? Film e libri ci insegnano che potremmo passare agli ologrammi o che addirittura potremmo arrivare a goderci le pellicole cinematografiche in &#8220;realtà virtuale&#8220;. Perchè si possa rendere credibile ed innovativa una tecnologia del genere, però, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ora che il <strong>3D</strong> è approdato in tutte le grandi sale cinematografiche, quale sarà il prossimo passo per l&#8217;industria dell&#8217;<strong>intrattenimento</strong>? Film e libri ci insegnano che potremmo passare agli <strong>ologrammi</strong> o che addirittura potremmo arrivare a goderci le pellicole cinematografiche in &#8220;<strong>realtà virtuale</strong>&#8220;.<br />
Perchè si possa rendere credibile ed innovativa una tecnologia del genere, però, non basterà stimolare la vista dello spettatore con delle immagini estremamente realistiche, ma sarà sollecitando anche gli altri <strong>sensi</strong> che si riuscirà ad offrire un coinvolgimento totale che permetta di parlare di realtà virtuale.<br />
I ricercatori dell&#8217;Università di Tokyo hanno creato un <strong>proiettore olografico</strong> che permette non solo di osservare proiezioni <strong>tridimensionali</strong>, ma anche di &#8220;sentirle&#8221; sulle <strong>mani</strong>.<br />
Date un&#8217;occhiata al video qui in basso per farvi un&#8217;idea: il proiettore olografico è collegato a due <strong>Wiimote</strong>, i controller della console Nintendo Wii dotati di sensore di movimento, e può individuare la posizione delle mani davanti allo schermo. Un&#8217;unità denominata <strong>Airborne Ultrasound Tactile Display</strong>, collegata all&#8217;apparecchiatura, invia <strong>onde ultrasoniche</strong> sulle mani dell&#8217;osservatore, permettendogli quindi di avvertire una sensazione di pressione sulla pelle. Ovviamente sincronizzando il movimento di queste onde all&#8217;ologramma proiettato si può dare allo spettatore la sensazione di &#8220;sentire&#8221; con le mani l&#8217;immagine che sta vedendo.<br />
La pressione massima che le onde ultrasoniche possono raggiungere è di 1,6 grammi, abbastanza da dare all&#8217;osservatore l&#8217;illusione che le proiezioni abbiano una loro massa e corporeità.<br />
Gli <strong>ologrammi tattili</strong> sono stati presentati alla conferenza sulla computer grafica <strong>SIGGRAPH</strong>, di recente conclusasi a New Orleans. [via <a href="http://www.pinktentacle.com/2009/08/tangible-hologram-projector/" target="_blank">Pink Tentacle</a>]</p>
<p><center><object width="480" height="385"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/Y-P1zZAcPuw&#038;hl=en&#038;fs=1&#038;"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/Y-P1zZAcPuw&#038;hl=en&#038;fs=1&#038;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="480" height="385"></embed></object></center></p>
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		<title>Le prime foto del WhiteKnightTwo della Virgin Galactic: l&#8217;aereo che ci porterà nello spazio</title>
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		<pubDate>Wed, 12 Aug 2009 10:30:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Plainsong</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Come i più informati ben sanno, è programmata per il 2010 l&#8217;apertura del primo spazioporto al mondo, voluto dalla Virgin Galactic per offrire a chiunque la possibilità di viaggiare nello spazio, anche se solo per pochi minuti; e già nel 2011 i primi clienti paganti potranno salire a bordo della SpaceShipTwo e farsi un giretto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Come i più informati ben sanno, è programmata per il 2010 l&#8217;<a href="http://www.noantri.com/nel-2010-aprira-negli-stati-uniti-il-primo-spazioporto-del-mondo.html" target="_blank">apertura del primo <strong>spazioporto</strong> al mondo</a>, voluto dalla <strong>Virgin Galactic</strong> per offrire a chiunque la possibilità di viaggiare nello <strong>spazio</strong>, anche se solo per pochi minuti;  e già nel 2011 i primi clienti paganti potranno salire a bordo della <strong><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Scaled_Composites_SpaceShipTwo" target="_blank">SpaceShipTwo</a></strong> e farsi un giretto in orbita.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-350" title="whiteknighttwo" src="http://www.guidagalattica.net/wp-content/uploads/2009/07/whiteknighttwo.jpg" alt="whiteknighttwo" width="510" height="338" /></p>
<p>Sono già in 65.000 ad aver fatto domanda per il primo lotto di 100 <strong>biglietti</strong>, che verranno venduti a 200.000 $ l&#8217;uno, ma non si preoccupi chi tutti quei soldi non li ha: la compagnia ha già anticipato che il prezzo scenderà fino a &#8220;soli&#8221; 20.000 $ entro il 2012, quando i lanci diventeranno settimanali. Nel frattempo la <strong>Virgin</strong> ha deciso di mostrare ai curiosi ed agli aspiranti passeggeri alcune interessanti <strong>foto</strong> dei suoi <strong>aerei spaziali</strong>.<span id="more-349"></span><br />
Le immagini che accompagnano questo articolo, sono quelle dello <strong><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Scaled_Composites_WhiteKnightTwo" target="_blank">WhiteKnightTwo</a></strong>, il veivolo aereo dal quale verrà lanciata nell&#8217;orbita del pianeta la <strong><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Scaled_Composites_SpaceShipTwo" target="_blank">SpaceShipTwo</a></strong>, la cui costruzione è intanto stata completata solo al 60%.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-352" title="504x_wk2_left_hand_seat" src="http://www.guidagalattica.net/wp-content/uploads/2009/07/504x_wk2_left_hand_seat.jpg" alt="504x_wk2_left_hand_seat" width="504" height="336" /></p>
<p>Il veivolo è interamente in fibra di carbonio, con l&#8217;esclusione di motori e dispositivi di atterraggio, e dopo averlo mostrato al pubblico durante i test di qualche settimana fa, nel deserto del Mojave, la compagnia ha annunciato di pianificare già la costruzione di altri spazioporti in Svezia, Spagna ed in estremo oriente.<br />
Chi non può permettersi un biglietto per salire a bordo degli aerei spaziali Virgin Galactic può comunque tenere incrociate le dita e sperare nella fortuna: il concorso The Race for Space indetto dalla <strong>Virgin America</strong> offre in palio un giro in orbita al vincitore, colui che avrà guadagnato più &#8220;punti di volo&#8221; viaggiando su aerei di linea Virgin. [via <a href="http://gizmodo.com/5325562/first-pictures-of-virgin-galactic-whiteknighttwo-interior/gallery/" target="_blank">Gizmodo</a>]</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-351" title="medium_2710083973_70a8e388a3_o" src="http://www.guidagalattica.net/wp-content/uploads/2009/07/medium_2710083973_70a8e388a3_o.jpg" alt="medium_2710083973_70a8e388a3_o" width="508" height="371" /></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Il Large Hadron Collider torna a far parlare di sé</title>
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		<pubDate>Sat, 18 Jul 2009 09:30:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Plainsong</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il Large Hadron Collider, che lo scorso autunno aveva suscitato non poche paure tra i meno esperti, torna sotto i riflettori. L&#8217;LHC è stato di recente sottoposto ad una serie di prove di resistenza dopo che i tecnici hanno posto rimedio al problema che aveva bloccato l&#8217;intero progetto lo scorso Settembre, quando una saldatura poco [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il <strong>Large Hadron Collider</strong>, che lo scorso autunno aveva suscitato non poche paure tra i meno esperti, torna sotto i riflettori.<br />
L&#8217;<strong>LHC</strong> è stato di recente sottoposto ad una serie di <strong>prove di resistenza</strong> dopo che i tecnici hanno posto rimedio al problema che aveva bloccato l&#8217;intero progetto lo scorso Settembre, quando una saldatura poco resistente aveva causato perdite di elio liquido, con conseguenti danni alla struttura.<br />
L&#8217;intero sistema che distribuirà e processerà i dati ottenuti dall&#8217;<strong>accelerazione di particelle</strong> è stato testato a lungo nell&#8217;ultimo mese, ed enormi quantità di informazioni sono state distribuite lungo l&#8217;intero network per mettere alla prova i limiti della struttura, che invia dati a 140 computer in 33 paesi del mondo, designati a processarli ed elaborarli.<br />
Lo stress test è durato per due settimane, ed i risultati si sono rivelati un successo: il Large Hadron Collider ripartirà in Ottobre, con buona pace dei più diffidenti che l&#8217;anno scorso paventavano un disastro, annunciando addirittura la possibilità che <a href="http://www.noantri.com/come-potrebbe-finire-il-mondo-tra-due-giorni.html" target="_blank">un buco nero inghiottisse la terra</a> a seguito degli esperimenti di accelerazione di particelle. Ovviamente i ricercatori smentiscono. [via <a href="http://dvice.com/archives/2009/07/large-hadron-co-4.php" target="_blank">DVICE</a>]</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-279" title="cern_lhc_t2030shigh" src="http://www.guidagalattica.net/wp-content/uploads/2009/07/cern_lhc_t2030shigh.jpg" alt="cern_lhc_t2030shigh" width="510" height="332" /></p>
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		<title>Ologrammi in Giappone?</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Jul 2009 09:30:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Plainsong</dc:creator>
				<category><![CDATA[Tecnologia e scienza]]></category>
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		<description><![CDATA[Date un&#8217;occhiata allo stupefacente video qui in basso e ditemi se quello che vedete non sembra un ologramma uscito fresco fresco da un film di fantascienza. Il filmato mostra in realtà un innovativo sistema video esibito per la prima volta alla fiera giapponese dei Prodotti di Cancelleria e da Ufficio. Ma come funziona questa diavoleria? [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Date un&#8217;occhiata allo stupefacente <strong>video</strong> qui in basso e ditemi se quello che vedete non sembra un <strong>ologramma</strong> uscito fresco fresco da un film di fantascienza.<br />
Il filmato mostra in realtà un innovativo <em>sistema video</em> esibito per la prima volta alla <strong>fiera giapponese</strong> dei Prodotti di Cancelleria e da Ufficio. Ma come funziona questa diavoleria?<br />
Una <strong>pellicola</strong> ad alta luminescenza spessa solo 0,3 mm, la Vikuiti Rear Projection, è stata applicata ad una base di vetro spessa 3 mm e sagomata come una donna. Un proiettore posizionato nella parte posteriore dello stand proietta poi il filmato sulla superficie, che è strutturata in modo da trasmettere un&#8217;immagine sempre nitida e luminosa, visibile da ogni angolo anche in ambienti estremamente luminosi, dando così l&#8217;impressione che la struttura sia un futuristico <strong>ologramma</strong>.<br />
Impressionante, non trovate? [via <a href="http://www.pinktentacle.com/2009/07/video-ultra-thin-digital-booth-babe/" target="_blank">Pink Tentacle</a>]</p>
<p><center><object width="480" height="295"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/iSN0xm0uTPA&#038;hl=en&#038;fs=1&#038;rel=0&#038;color1=0x5d1719&#038;color2=0xcd311b"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/iSN0xm0uTPA&#038;hl=en&#038;fs=1&#038;rel=0&#038;color1=0x5d1719&#038;color2=0xcd311b" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="480" height="295"></embed></object></center></p>
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		<title>Indovina qual è il robot: la soluzione al quiz della scorsa setimana</title>
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		<pubDate>Tue, 14 Jul 2009 09:30:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Plainsong</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Tecnologia e scienza]]></category>
		<category><![CDATA[giappone]]></category>
		<category><![CDATA[q2]]></category>
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		<category><![CDATA[soluzione]]></category>
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		<description><![CDATA[La scorsa settimana, sulla scia della curiosità scatenata online dal blog Boing Boing, vi ho proposto lo stesso quiz suggerito ai suoi lettori dalla rivista Christian Science: quale nella foto qui in basso è un robot? La soluzione dell&#8217;enigma non era affatto intuitiva, in quanto entrambe le donne mostrate ritratte nella foto non hanno certo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;">La scorsa settimana, sulla scia della curiosità scatenata online dal blog Boing Boing, <a href="http://www.guidagalattica.net/2009/07/08/scifi-quiz-quale-dei-due-e-il-robot/" target="_blank">vi ho proposto lo stesso <strong>quiz</strong></a> suggerito ai suoi lettori dalla rivista Christian Science: quale nella foto qui in basso è un <strong>robot</strong>?</p>
<p style="text-align: left;"><img src="http://www.guidagalattica.net/wp-content/uploads/2009/07/csm.jpg" alt="" width="510" height="645" /></p>
<p>La soluzione dell&#8217;<strong>enigma</strong> non era affatto intuitiva, in quanto entrambe le donne mostrate ritratte nella foto non hanno certo l&#8217;aspetto di androidi. Ma alcuni indizi lasciano intuire la risposta giusta: i più attenti avrebbero potuto osservare, ad esempio, che non c&#8217;è nessuna necessità di creare un robot che abbia dei nei.<br />
Come avrete capito a questo punto, dunque, il robot è quello sulla sinistra, mentre a destra c&#8217;è una studentessa dell&#8217;Università di Osaka.</p>
<p><center><img class="size-full wp-image-255 aligncenter" title="344px-repliee_q2" src="http://www.guidagalattica.net/wp-content/uploads/2009/07/344px-repliee_q2.jpg" alt="344px-repliee_q2" width="344" height="599" /></center></p>
<p>Proprio in questa Università il professor <strong>Hiroshi Ishiguro</strong> ha creato <strong>Repliee Q2</strong>, un affascinante robot interattivo con un sistema avanzato di riconoscimento vocale e la capacità di cimentarsi insemplici dialoghi.<br />
Per dare un aspetto credibile a robot, sono state usate numerose immagini di volti femminili giapponesi, poi combinate per ottenere un viso dall&#8217;aspetto regolare e &#8220;medio&#8221;. Se date un&#8217;occhiata al video qui in basso concorderete con me nell&#8217;osservare che il risultato di questo lavoro di composizione, seppur ancora in basso nella curva dell&#8217;<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Uncanny_valley" target="_blank"><strong>uncanny valley</strong></a>, è davvero sorprendente.</p>
<p><center><object width="480" height="385"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/rOqfrM8aiOQ&#038;hl=en&#038;fs=1&#038;rel=0&#038;color1=0x5d1719&#038;color2=0xcd311b"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/rOqfrM8aiOQ&#038;hl=en&#038;fs=1&#038;rel=0&#038;color1=0x5d1719&#038;color2=0xcd311b" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="480" height="385"></embed></object></center></p>
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