In: Robot
21 set 2009Quale sistema migliore per permettere ad uno studente di medicina di far pratica se non fornirgli un soggetto in carne ed ossa sul quale “lavorare”? Ma forse non è una buona idea sottopore pazienti innocenti alle inesperte cure di un principiante. In mancanza di persone da punzecchiare, dunque, i futuri medici non hanno scelta se non usare un robot.
Fa particolarmente effetto, bisogna ammetterlo, l’idea che esista un robot partoriente. Di proprietà del Centro Medico dell’Università dell’Arizona, la donna robot delle foto qui in basso è costata 40.000 $, e risponde al nome di Noelle, mentre il suo bambino si chiama Hal.
Se sono state solo le immagini di Noelle a lasciarvi un vago senso di inquietudine, aspettate di sentire il resto: il robot partoriente, infatti, ha ben poco della freddezza meccanica che ci si aspetta da un androide, e dà alla luce Hal tra urla di dolore e fluidi corporei. In grado di simulare emorragie, parti podali e cesarei, nelle situazioni più critiche Noelle urla ai poveri studenti che hanno a che fare con lei frasi come “non toccarmi!”.
Il robot in travaglio, per quanto assolutamente terrificante, offre agli studenti un’esperienza realistica quasi quanto un parto vero e proprio, permettendo loro di imparare sul campo. O di rimanere traumatizzanti a vita. [via Geekologie]
