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Forse la cosiddetta “ribellione delle macchine” tanto paventata negli ultimi anni non dovrebbe preoccuparci troppo: la recessione potrebbe essere la nostra più efficace arma di difesa contro i robot.
Da quando la produttività è in stallo a causa della crisi economica che ha colpito tutte le potenze occidentali, non sono solo gli esseri umani a ritrovarsi senza lavoro, ma anche i robot.
Il Giappone è da anni il paese che conta più automi lavoratori, ma anche l’industria nipponica si trova ad affrontare una pesante recessione da quando la crisi economica internazionale ha fatto colare a picco le vendite di automobili, gadget e tecnologia.
Ovviamente la forza lavoro meccanica ne ha sofferto almeno quanto quella umana, ed addirittura i robot costruiti per fabbricare altri robot sono stati messi in stand-by, restando addormentati in fabbriche ormai abbandonate, mentre decine di compagnie impegnate nella robotica si sono trovate obbligate a dichiarare bancarotta.
Un interessante approfondimento del New York Times spiega come alcuni giganti, la Fuji ad esempio, riescano a resistere alla crisi, mentre molte ditte più piccole abbiano dovuto arrestare la produzione di nuovi robot lavoratori. Col tempo, inoltre, anche la ricerca potrebbe trovarsi privata di fondi.
La crisi di questi anni, dunque, potrebbe portare cambiamenti significativi non solo nel nostro presente, ma anche nel futuro come ce l’eravamo immaginato ormai da tempo, e potremmo dover aspettare davvero molto prima di avere la nostra colf robotica. [via Geekologie]

2 Risposte to Giappone: con la crisi sono disoccupati anche i robot
fotostar73
July 19th, 2009 at 11:23 am
che scenario strano vedere i robot fermi! Chissà se anche loro sono tristi quando non fanno nulla, o se parlottano tra di loro di “cose robotiche”.
plainsong
July 20th, 2009 at 3:19 am
Magari complottano ed organizzano la tanto temuta ribellione delle macchine… ;)