In: Robot
24 giu 2009La narrativa ed il cinema di fantascienza ci hanno già abituati già da tempo ad una serie di situazioni nelle quali robot ed esseri umani riescono a sviluppare legami di natura affettiva ed addirittura relazioni di tipo sessuale, ma secondo il ricercatore David Levy, questa prospettiva è fin troppo reale, e prima della fine del secolo gli esseri umani si innamoreranno davvero dei robot e vorranno persino sposarli.
Levy, che ha di recente discusso questa sua tesi ed ha conseguito il dottorato presso l’Università di Maastrich, in Olanda, spiega: “la mia previsione è che intorno al 2050 lo stato del Massachusetts sarà il primo a legalizzare le unioni con i robot”.
Il ricercatore sostiene che se all’inizio le relazioni di natura sessuale con un androide potrebbero essere considerate qualcosa di subnormale, da “sfigati”, col tempo la situazione tenderebbe a normalizzarsi, fino al giorno in cui persino le riviste per uomini affronteranno l’argomento con leggerezza, con titoli come “Ho fatto sesso con un robot ed è stato fantastico!”. Da quel momento in poi saranno sempre di più gli esseri umani a sentirsi attratti da questo genere di esperienza.
Levy rimanda all’antica Grecia l’origine del concetto dell’amore tra un essere umano e la sua creazione: Pigmalione, lo scultore cipriota che il mito vuole si innamorò della sua statua d’avorio, Galatea, alla quale Venere donò la vita, è solo il più ovvio degli esempi; ma basti anche pensare agli studenti che 40 anni fa svilupparono un legame ed un senso di attrazione nei confronti del programma ELIZA, progettato per imitare i comportamenti di uno psicoterapeuta.

“C’è una tendenza a rendere i robot sempre più simili nell’aspetto agli esseri umani ed a metterli sempre di più a contatto con l’uomo. Mentre all’inizio i robot venivano usati per compiti impersonali, nelle fabbriche di automobili, ad esempio, in seguito sono stati impiegati invece per consegnare la posta, per aiutare negli uffici, per guidare i visitatori nei musei o per pulire casa, come il moderno Roomba. Oggi esistono addirittura giocattoli robot, come Aibo, il cane robot della Sony, o il pupazzo di Elmo, o i Tamagotchi”.
Secondo la teoria di Levy dunque, col tempo i robot diventeranno sempre più simili all’uomo nell’aspetto, nelle capacità fisiche e nella personalità, ed alla fine ci innamoreremo di loro. Secondo il ricercatore questi sviluppi sono addirittura inevitabili: gli psicologi hanno individuato una dozzina di ragioni basiliari per le quali le persone si innamorano, e tutte sarebbero applicabili anche alle relazioni tra macchine ed esseri umani. Si può programmare un robot perchè abbia “cose in comune” con noi, o perchè sia già innamorato di noi, ad esempio.
Levy concorda con il fondatore del Network Europeo per la Ricerca sui Robot, Henrik Christensen, che sostiene che entro cinque anni potremo avere rapporti sessuali con i robot, e ci ricorda che esistono già diverse compagnie che producono bambole estremamente realistiche dalle fatture femminili: possedere la tecnologia necessaria per aggiungere qualche chip e farle muovere è solo una questione di tempo.
E la legalizzazione della cosa? Basti riflettere sul fatto che negli Stati Uniti i matrimoni interraziali erano illegali fino a 100 anni fa, e che i matrimoni tra persone dello stesso sesso non sono, purtroppo, ancora accettati in diversi paesi del mondo. La tendenza degli ultimi decenni a volersi sposare per scelta e con chi si preferisce finirà insomma col prevalere, ed anche i matrimoni con i robot diventeranno legali, molto probabilmente prima nel Massachusetts. Secondo Levy, infatti, lo stato si è già dimostrato piuttosto aperto e progressista in passato, ed è famoso per ospitare uno degli istituti più all’avanguardia nella ricerca tecnologica, il MIT.
Una serie di interrogativi, però rimangono aperti. Questa tendenza non finirà con l’incoraggiare le tendenze alla sociopatia di individui già naturalmente timidi? Se da un lato i robot potranno aiutare a ridurre i problemi associati alla prostituzione, non finiranno anche con l’incoraggiare comportamenti sessuali criminali come la pedofilia? Saremmo davvero a nostro agio all’idea che un individuo con tendenze pedofile possa “sfogarsi” su un bambino robotico? Le mogli non saranno gelose dei mariti che si intrattengono con sexy androidi? Oppure qualche signora ne approfitterà e “scarircherà” i suoi doveri coniugali sul robot di famiglia? E soprattutto, in un mondo in cui i robot potrebbero essere ormai diventati parte integrante di qualsiasi attività quotidiana, continueremo a porci questi interrogativi? [LiveScience via Neatorama]
