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La teoria dell’Uncanny Valley spiega come i robot e gli automi hanno ai nostri occhi un aspetto gradevole fintanto che la loro somiglianza all’uomo non diventa eccessiva: quando un androide è particolarmente simile, ma non uguale, ad una persona, finiamo col trovarlo particolarmente inquietante. Probabilmente tale sensazione è almeno in parte dettata dall’incapacità dei robot antropomorfi di esprimere in maniera convincente emozioni simili a quelle umane.
Proprio per superare questo impasse, i ricercatori dell’Università di Waseda, in Giappone, hanno fatto squadra con una ditta specializzata per creare il primo robot in grado di usare il viso e l’intero corpo per mostrare emozioni e sentimenti.

Il robot risponde al nome di KOBIAN, ed integra le abilità di due modelli differenti: il WABIAN-2, bipede, ed il WE-4RII, studiato per esprimere le emozioni col viso. Ma non è tutto: il collo articolato ed una sviluppata consapevolezza dell’ambiente sono altri elementi che aiutano KOBIAN ad esprimere goia, tristezza (nella foto in alto), disapprovazione, sorpresa o avversione: tutta una gamma di emozioni che aiuterà il robot ad interagire con l’uomo.
Dando un’occhiata al video qui in basso, bisogna ammettere che la creaturina meccanica risulta particolarmente simpatica nonostante alcuni elementi poco gradevoli come le mani da manichino: sarà davero che non troviamo KOBIAN inquietante proprio perchè simpatizziamo con le (finte) emozioni che riesce ad esprimere? [via Pink Tentacle]